Il consumo di antibiotici in Italia è un nodo cruciale per la salute pubblica, con implicazioni profonde sull’antibiotico-resistenza (AMR), considerata una “pandemia silente”. Nel 2023, il consumo nazionale di antibiotici è aumentato del 6,4% rispetto all’anno precedente, confermando una tendenza preoccupante che pone il nostro Paese tra i maggiori utilizzatori in Europa. La questione coinvolge tanto l’assistenza territoriale quanto quella ospedaliera, con notevoli differenze regionali e fasce di popolazione particolarmente vulnerabili.
L’abuso e l’uso inappropriato di antibiotici in modalità fai-da-te, spesso assunti o prescritti erroneamente per patologie virali come raffreddore e influenza, contribuiscono significativamente ad alimentare la resistenza agli antibiotici una delle maggiori minacce per la salute pubblica globale.
Se non affrontata adeguatamente, entro il 2050 l’emergenza della resistenza agli antibiotici potrebbe diventare la prima causa di morte in Italia, superando malattie cardiovascolari e tumori. Un dato già allarmante dal momento che l’Italia registra circa 12.000 decessi all’anno legati ad infezioni da batteri resistenti.